I Santi di San Giovanni

 
 

I SANTI PROTETTORI DI SAN GIOVANNI  E LA CHIESA


Antica e molto diffusa è la tradizione di festeggiare il santo patrono del paese e i così detti “santi compatroni” che si trovano all’interno della stessa chiesa. La festa la si ricorda sempre con gioia e comincia la mattina presto con due colpi di fuochi d’artificio e il suono lontano della banda musicale che percorre le strade del paese. Ci si alzava di corsa, una fugace colazione e poi tutti lì, a seguire passo passo quei suonatori in divisa che rallegravano l’aria del mattino andando su e giù per le vie del paese. Era tarda mattina quando la campana annunciava la Santa Messa e tutto il paese si radunava in chiesa. Dopo la celebrazione era il momento della processione lungo le vie del paese e ogni bambino aveva il suo angioletto o crocifisso in legno da portare sulle spalle o da tenere in mano. I più forti e adulti invece “ ‘ncollavano” le statue dei santi portate a spalla su e giù per il paese. Finita la processione e rigorosamente dopo i fuochi d’artificio tutti a casa, famiglie riunite per il grande pranzo del giorno di festa. Lungo le vie più nessuno, solo il profumo del cibo. il vociare dalle finestre aperte e il rumore dei piatti passati di mano in mano. Ma era il pomeriggio che attendevamo con più fervore. La banda continuava a suonare mentre i bambini si recavano al centro del paese dove si poteva giocare e vincere simbolici premi. La “corsa con i sacchi”, il “cucchiaio e l’uovo”, “mordi la mela” mentre i più grandi si guadagnavano l’immancabile prosciutto messo in premio salendo lungo “il palo della cuccagna” o “rompendo le pignatte”, vasi in coccio appesi da una parte all’altra della strada contenenti un biglietto indicante il premio e a volte acqua come consolazione, che venivano rotti con l’aiuto di un lungo palo in legno. Le giornate di festa volavano e culminavano nel gruppo musicale che veniva a suonare nella piazza del paese e accompagnava il ballo della “pupazza” grande donna in cartapesta con fuochi d’artificio montati sulle braccia e fatta ballare da chiunque volesse entrarvi sotto e avesse la forza di sostenerla ballando. Girotondo, salti balli e canti che finivano con lo spettacolo pirotecnico della mezzanotte. Poi a letto felici della giornata trascorsa.


Questi sono i miei ricordi, visti dal basso verso l’alto, con il naso all’insù e con lo sguardo di un bambino.


Oggi la popolazione è diminuita, i bambini sono pochi ma la grande volontà degli abitanti di San Giovanni fa si che queste tradizioni non vadano perdute e ogni anno come da secoli nel mese di giugno e agosto tutto questo si ripete lungo le strade di San Giovanni.