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op: Sante – Locator: JN62HB – Monterotondo (Roma)

IWØGZ - op: Sante – Locator: JN62HB – Monterotondo (Roma)

Copiare la contact list del CS700

Dopo aver ricevuto diverse email in merito alla gestione della contact list mi sembra doveroso chiarire alcuni dettagli. Il primo è che non sono un programmatore e quindi non riesco a scrivere, almeno così su due piedi, un software di gestione della contact list. Quello che faccio è frutto di “espedienti” più o meno funzionali. La seconda è che frequentando il gruppo su Yahoo CSIDMR potrete trovare alcuni interessanti soluzioni e utilities messe a disposizione dagli utenti per i felici possessori del CS700. Una di queste, a mio parere fondamentale, è una macro in VBA realizzata con excel scritta dal collega N7DJZ che permette, proprio attraverso excel, di copiare la contact list tra due file .rdp. Vediamo in poche righe cosa fa:

n7djz

Il primo campo in alto che troviamo ci permette di inserire il nome del file .rdp dal quale copiare la contact list. I due campi successivi nella riga sottostante, ci permettono di scegliere l’intervallo dei contatti da copiare o meglio, da quale numero a quale numero senza la necesità di dover copiare necessariamente tutta la contact list. La terza riga ci permette di scegliere il file .rdp di destinazione o meglio il file all’interno del quale andremo a copiare i nostri contatti e l’ultima riga invece ci permette di scegliere le destinazioni dei contatti copiati. A cosa serve? Semplice. Se manteniamo SEMPRE i nostri Talk Group nelle posizioni alte, potremo copiare i nostri contatti a partire dalla successiva posizione senza intervenire sulla nostra configurazione ma solo aggiungendo. Anche se questo piccolo software scritto dal collega N7DJZ e messo gratuitamente a disposizione della comunità, non permette ancora di importare file CSV standard, ci permette però attraverso il gioco del travaso di dati tra due file .rdp di gestire piuttosto comodamente la contact list. Un esempio banale, se prelevate il file con i contatti italiani che ho messo a disposizione, potrete copiarli in pochi secondi nel vostro file personale senza dover riscrivere la configurazione  o adattare quella essenziale che trovate nel file. Ringrazio Luca IK0YYY che qualche giorno fa mi ha segnalato questo utilissimo programmino.

Per i più smanettoni, pubblico qui di seguito sia lo script oggetto dell’articolo, sia una versione su foglio excel della contact list italiana del network DMR-MARC.

 

Buon divertimento e se trovate ulteriori utilities in merito alla gestione del CS700 fatemelo sapere.

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Software & Utility

Per comodità è stata aggiunta la voce “Download” al menù in alto sulla Home Page. In questa pagina troverete software, configurazioni e utilities rigorosamente freeware per le vostre attività radioamatoriali.

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CS700 il DMR Low Cost arrivato dalla Cina.

E dopo tanta attesa finalmente il portatile che fa più o meno al mio caso è arrivato. Immancabilmente “cinesino”.

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Si chiama CS700, commercializzato da una ditta americana e costruito in Cina. Diciamo, rispetto alle case più blasonate, un apparato low cost anche se sono convinto che nel giro di poco tempo i prezzi caleranno ancora di più. Ad un primo sguardo non sembra neanche tanto male e nulla ha da invidiare al suo predecessore della BFDX che mostra diverse lacune sia costruttive, che di software nonche nell’hardware come per esempio la mancanza dei toni nelle operazioni in anaogico. Pesantino, IP65 e già quando inserisci la batteria ti accorgi che tutto sommato non è affatto male.

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Guardandolo dalla parte anteriore, sulla destra, troviamo sotto un tappo in gomma le connessioni per il cavo di programmazione e il microfono/altoparlante esterno. Il connettore ricorda ed è compatibile con alcuni modelli Motorola, quelli diciamo un pochino datati.

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Sulla sinistra il PTT in bleu e sotto due tasti programmabili a piacimento dell’utente via software.

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Sulla parte alta il potenziometro e interruttore e al centro  il commutatore a 16 posizioni per la scelta delle zone. A sinistra l’antenna con connettore SMA maschio/reverse. Una buona cosa visto che l’adattatore BNC o PL costa pochi euro. Poco più avanti il led di status, rosso TX, Verde RX e arancio scansione e un tasto arancio programmabile da software.

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Frontalmente sul corpo un piccolo display LCD a 2 righe, più che sufficente per operare, e la tastiera alphanumerica attraverso la quale possiamo accedere ai contatti, alla scansione, ai log alla messaggistica e a qualche piccola utility consentita via software. Il consumo in modalità DMR è piuttosto esiguo. La batteria dura circa un paio di giorni con normale attività non continuativa. Batteria Li-ion da 1700 mA. Il vano batteria è tutto in metallo. Potenza erogata 4 Watt o 1 Watt. Ricezione…. beh io posso solo paragonarlo all’ID51. In analogico è un pochino più scarso. Facendo riferimento allo stesso ponte radio (Monte Cavo nel mio caso) e testando gli apparati dal mio QTH nella stessa posizione, noto che in analogico c’e’ una leggera differenza in ricezione. in trasmissione, CS700 con 4 Watt, non da alcun problema ad agganciare il ponte e quindi per quanto mi riguarda non ci sono differenze sostanziali. La differenza vera la fa il digitale. In DSTAR non riesco ad agganciare il ponte mentre in DMR non ho alcun tipo di problema sia con Roma Centro che con Monte Cavo. Stessa cosa se mi sposto all’interno dell’abitazione mentre con l’ID51 in modalità DSTAR aggancio in modo discontinuo e con scarsa qualità dall’esterno e quindi diciamo che non riesco a fare QSO mentre dall’interno dell’abitazione non vi è nessun modo di agganciare se non con antenne esterne. Fortunatamente Monti Tiburtini è a mia portata e quindi riesco ad utilizzare anche dal QTH il DSTAR. Ovviamente non parliamo della modulazione. Nulla ache vedere tra i due sistemi per chiarezza e pulizia nella ricezione. Con il CS700 o sento bene e faccio QSO o non sento e non opero. Una nota di demerito sulla costruzione dell’oggetto: non dispone di connettori di alimentazioni esterni. Direi una cosettina piuttosto scomoda. Se si è a corto di batteria non si ha modo di alimentare esternamente l’apparato ….

Ferme restando tutte le mie perplessità sul digitale radioamatoriale devo comunque dire che la qualità del segnale in DMR è assolutamente eccellente. Quello che resta estremamente ferraginoso è il sistema legato ai TG (TalkGroup) chiaramente di derivazione civile con problematiche a mio parere non indifferenti per il sistema radioamatoriale. Poi teniamo conto che la libertà in materia è molta e con esistono regole precise ne regolamenti ufficiali emanati da un organo preposto e quindi in brevissimo tempo finiremo con il trovarci un numero esagerato di reti DMR che non saranno collegate fra loro e gestite in modo diverso con regole diverse a seconda del gestore …. quasi come nella telefonia mobile, solo che le loro reti ono interconnesse. :)

Insomma queste sono le mie prime impressioni ed essendo un apparato con il quale non puoi sperimentare nulla, non mi viene altro da dire se non studiate bene il sistema DMR e soprattutto il software di gestione dell’apparato. Dimenticavo una grossa nota di merito: il software e gli aggiornamenti firmware sono assolutamente gratuiti e il cavo di programmazione dell’apparato ha un costo assolutamente umano.

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In questo momento fioriscono i ponti ma gli utenti, almeno quelli registrati presso il network DMR-MARC, in Italia sono circa 200 in crescita ovviamente soprattutto con la diffusione di apparati lowcost. In questo momento anche facendo semlice ascolto, si può capire ed imparare molto visto che la maggior parte degli utenti connessi sono alla fine i gestori dei ponti che fanno qso tra di loro.

Che altro dire, dopo aver letto e riletto e riletto ancora, la rete che mi è sembrata più stabile ed affidabile, seppure sempre nella follia che andando in trasmissione sul TG1 si continuano a mandare in trasmissione centinaia di ponti nel mondo INUTILMENTE spesso solo per fare l’appello mondiale una volta a settimana, è proprio la DMR-MARC e quindi aderendo alle sue fila ho configurato il mio CS700 in modo basico sui due maggiori ponti per la copertura di Roma e ho inserito nella configurazione la contact-list completa dei radioamatori italiani che aderiscono al network DMR-MARC. In realtà serve a poco anzi a nulla se non per avere un gadget in più e forse un pò di comodità…. veder comparire sul display il nome dell’operatore e conseguente indicativo. Anche questa una stranezza… nel DSTAR non c’e’ bisogno di una contact list e l’indicativo con il nome compare automaticamente. Mah.

Per chiudere qui di seguito trovate il file aggiornato all’ 8/4/2014 che spero vi sia di aiuto nel configurare il vostro CS700. Per operare su DMR-MARC vi basterà inserire l’ID fornito dal “gestore della rete” e potrete cominciare ad inviare i vostri sms e fare qso nel mondo.

Bene allora a presto ON AIR in DMR.

73 de iw0gz

 

 

DMR – Digital Mobile Radio low cost.

Torno per un attimo sul discorso DMR.

Gli alti costi, in verità non so quanto giustificati per un radioamatore, dei marchi più blasonati non sono certo la giusta spinta verso la sperimentazione da parte del mondo radioamatoriale. L’acquisto di apparati dal costo di 700 e più euro per un utilizzo limitato come quello del DMR è veramente esagerato soprattutto se si pensa ad una sperimentazione e quindi alla possibilità che il sistema non piaccia e si decida di disfarsi dell’apparato difficilmente ricollocabile sul mercato se non con perdite enormi. Ovviamente parlo del mondo radioamatoriale e non del settore civile dove le cose stanno in un altro modo e tutto si giustifica. Il radioamatore è colui che sperimenta, cambia di continuo, colleziona e difficilmente si fossilizza su un sistema. Insomma, apparati che sul mercato non hanno la resa economica e la tenuta nel tempo, di portatili tipicamente radioamatoriali. Ma la sperimentazione non deve e non può fermarsi e per fortuna qualcuno pensa anche ai radioamatori vista la scarsa sensibilità dei distributori (almeno italiani) dei marchi più blasonati.

La Cina c’e’ !

Con poco meno di 300 euro inclusa spedizione si può acquistare in ITALIA un portatile di marca cinese perfettamente compatibile ETSI e MOTRBO da poter utilizzare sulle reti già esistenti. Il costo è quindi meno della metà di quanto si trovi ora sul mercato e anche se non risponde a tutte le caratteristiche di altri marchi permette comunque il collegamento senza nessun problema di sorta e almeno dalla modulazione, senza che nessuno si accorga della fattura dell’apparato. Insomma con meno del costo di un ID-51 ci si collega in DMR. La cosa interessante è che la casa produttrice ha realizzato anche un ponte radio sia V che U e quindi gli orizzonti si allargano visti i costi pari a quasi un terzo dei sistemi che ben conosciamo. Insomma, il DMR sarà forse l’occasione per dividere l’Italia in tante piccole reti gestite da diversi ponti radio NON interconnessi tra loro o forse le case produttrici apriranno al mondo radioamatoriale permettendo l’interconnessione di diversi sistemi tra loro rinunciando alla lobby del mercato ? Intanto vediamo cosa succede con l’avvento degli apparati cinesi e soprattutto con i prezzi in discesa verticale.

Ecco qui le foto del BFDX BF-TD501 UHF DMR e del ponte radio della stessa casa.

dmr-rtx

 

ponte-r1000

 

Ne prenderò uno a breve per sperimentare a fondo. Dimenticavo di dire che il costo indicato del portatile include cavetto di programmazione USB e software originale. Per il momento l’unico difetto riscontrato, ma non fondamentale è che questo apparato, nella sezione ANALOGICA, non dispone di subtoni. In realtà poco male visto che comunque per usare il DSTAR e l’analogico devi comunque portare un secondo apparato. Per informazioni su prezzi e caratteristiche fate nuna ricerca con google e non avrete problemi a trovare informazioni e distributori italiani.

e finalmente …. buona sperimentazione in DMR :)

73, iw0gz

Analizzatore di antenna RIG EXPERT AA-54 brevi considerazioni.

Dopo lungo meditare e testare finalmente è arrivato. Rig Expert AA-54.

aa-54

Perchè questa scelta? In realtà dopo aver provato l’AA-600 mi sono innamorato dell’oggettino. Nel tempo però mi sono accorto che l’utilizzo dell’analizzatore di antenna per la mia attività è relegato alla sola autocostruzione delle bande HF e dei 50 mhz e quindi ho pensato di risparmiare un buon 50% acquistando l’AA-54. Inutile dire che il suo funzionamento è stato da subito ineccepibile anche se qualche difettuccio è comparso immediatamente. Difettucci però risolto brillantemente attraverso le note indicate sul sito web ufficiale della Rig expert dove potete scaricare tutto il software necessario per aggiornare il vostro strumento alle ultime versioni della firmware. In realtà i difetti erano pochi ma sostanziali. Il print to screen funzionava male ma soprattutto non riuscivo a scaricare i dati salvati sull’analizzatore per fare una analisi completa poi sul PC. Gli aggiornamenti effettuati sono stati due. Il primo sulla firmware e il secondo sulla firmware della porta USB dempre dello strumento. ora tutto funziona correttamente e la comodità di poter analizzare il sistema e salvare i dati per ottenere successivamente in stazione una caerta di Smith dettagliate non ha assoluatamente rivali. Un dettaglio invece molto importante e da non trascurare è il seguente. il software di analisi dell’impianto permette di selezionare il avo usato per la discesa e utilizza tutti i suoi parametri per il calcolo dei risultati. Ovviamente è molto interessante ai fini del funzionamento del sistema vedere le diverse differenze. Purtroppo però il file di testo nella cartella C:\Program Files\RigExpert HF Antenna Analyzer\cables.txt che contiene i dati con le caratteristiche dei cavi è stato realizzato con i dati relativi ai cavi maggiormente usati negli USA. Ovviamente il file può essere editato inserendo caratteristiche di altri cavi. Per calcolare i coefficienti da inserire all’interno del file di testo dovremo usare un foglio excel che inserendo l’attenuazione del cavo ci restituisce due valori molto importanti: conductive loss e dielectric loss. Il foglio excel creato dal collega ac6la (www.ac6la.com) contiene tutte le formule per poter risalire a questi due parametri. ATTENZIONE, tenete sempre presente che parliamo di file realizzati in USA e quindi occhio alle conversioni per l’attenuazione da feet a metri.

Per ovviare a questo inconveniente riporto qui sotto una breve spiegazione e due conticini che ho fatto per ottenere una sempliche formula per la conversione delle attenuazioni:

100 ft equivalgono a circa 30 metri.

Quindi: db/100m= db/3,28 x 100ft= 1/3,28 x db/100ft

dallo sviluppo delle formule esposte possiamo arrivare ad un numero fisso da moltiplicare quindi arriviamo a: (Att in db su 100m) x 0,328= Att/100ft

Per semplificare: moltiplicate l’attenuazione su 100 metri per 0,328 e otterrete l’attenuazione su 100ft valore da inserire nel foglio excel per ottenere i due parametri che completano le caratteristiche del cavo da aggiungere al file cables.txt.

Il file excel di ac6la potete scaricarlo da qui o chiedere all’assistenza RigExpert o semplicemente scaricarlo proprio dal sito di a6acl.

Bene, spero di esservi in qualche modo esservi stato di aiuto, ovviamente null’altro da dire sull’ottimo funzionamento dell’apparechhio, sul suo esiguo peso, sulla velocità di analisi e sulla sua comodità quando si opera in portatile. Ultima cosa, l’AA-54 ha un connettore PL 259, può essere usato come generatore di segnale e può essere utilizzato come capacimetro e induttanzimetro collegando direttamente i componenti da misurare al connettore di uscita mantenendo i reafori più corti possibili. insomma, visto il rapporto qualità prezzo, almeno per me, non c’e’ storia con i suoi concorrenti.

Clicca qui per il sito ufficiale RIGEXPERT

Scarica di seguito il file BestFit.zip contenente il file XLS per il calcolo delle attenuazioni.

 

Buoni QSO e buona autocostruzione :) 73 de iw0gz

DMR: Digital Mobile Radio. Dubbi e perplessità dopo i test…

Buon anno a tutti !

Uscito dal tunnel di impegni lavorativi e da qualche problemino di salute che da troppo tempo trascuravo, finalmente si torna ad un pò di sana attività radio. In questi mesi molte cose sono evolute e in particolare è cicciato fuori un nuovo sistema digitale il DMR. Immagino che molti sappiano di cosa stiamo parlando. Un sistema digitale che rispetta lo standard ETSI utilizzato fino a poco tempo fa per comunicazioni di tipo “Civile”. Apparati quindi ben costruiti, assolutamente resistenti, impermeabili e di indubbia qualità sia dal punto di vista meccanico che elettronico. Insomma, a vederli così si potrebbe dire che tali apparati e ponti possano in qualche modo essere la panacea di tutti i mali legati ai sistemi digitali Radioamatoriali come per esempio il D-Star o il caro vecchio Echolink. E fin qui nulla da obiettare.

Studia studia, leggi leggi, prova prova però qualche dubbio mi è venuto e onestamente almeno per me non sono dubbi da poco. Vediamo in dettaglio le mie perplessità.

A prescindere dai principi tecnici di funzionamento sui quali nulla si può dire vista la resa sia in modulazione che in consumo e stabilità, il dubbio viene proprio analizzando il sistema e paragonandolo ad uno radioamatoriale vero e non di derivazione “Civile”. Il DMR funziona con una identificazione UNIVOCA dell’utente assegnata dal gestore della rete alla quale ci si collega e con l’utilizzo di Talk Group, che chiameremo TG per l’inoltro delle diverse comunicazioni. Il sistema si avvale di due diversi Slot di trasmissione intervallati tra loro con un preciso timing. Tutto ciò sembrerebbe in qualche modo semplificare il sistema, e questo è vero, se non per l’introduzione di una rigidità propria dei sistemi civili. La rete “amatoriale” più grande esistente in questo momento è la DMR-MARC. Perchè parlo di rete ? Perchè il sistema è per così dire blindato e per poter trasmettere oltre al tuo nominativo di stazione devi avere un ID identificativo assegnato diciamo dal “signor MARC” che può decidere autonomamente se autorizzarti o no all’accesso. Tale identificativo ti permetterà di trasmettere e ricevere attraverso ponti collegati a tale rete così gestiti:

Talk Group 1 destinato alle chiamate su tutti i ripetitori del mondo

Talk Group 2 destinato alle chiamate europee

Talk Group 222 destinato alle chiamate italiane

Talk Group 9 invece per le chiamate locali nel caso dei ripetitori della zona di Roma.

Il primo punto che non mi convince è il seguente. Se io decido di effettuare una chiamata in Australia, ammesso che vi sia un ponte DMR, perchè devo NECESSARIAMENTE mandare in trasmissione centinaia di ponti dislocati in tutto il mondo ? E soprattutto, se devo comunicare con un collega australiano, perchè devo intasare la rete mondiale senza poter essere libero di comunicare per tutto il tempo che voglio e soprattutto quale interesse ha un’americano ad ascoltare la mia conversazione con un collega australiano ? Inoltre in quel periodo di conversazione NESSUN altro al mondo potrà utilizzare il sistema per comunicazioni internazionali con altri corrispondenti diversi nel mondo senza occupare anche i nostri ponti. Domanda: dove è l’utilità ma soprattutto la logica di questa configurazione ? Non parliamo poi dei consumi inutili. Se faccio una chiamata in Australia mando in trasmissione centinaia e forse in futuro migliaia di ponti generando consumi totalmente inutili in tutto il mondo. Poca cosa direte voi, ma che utilità ha? I sistemi amatoriali e non “civili” attualmente in uso permettono sicuramente un utilizzo più consono dei sistemi e una razionalizzazione dei consumi e delle comunicazioni assolutamente non indifferente e logica. L’uso di Echolink, sistema di vecchia data ma per niente superato, permette di scegliere il ponte o hotspot su cui parlare e di mandare in trasmissione il SINGOLO sistema lasciando liberi tutti gli altri per conversazioni incrociate nei diversi punti del mondo. La stessa cosa avviene con il D-STAR che attraverso i gateway permette connessioni punto punto piuttosto che connessioni a largo spettro attraverso i vari reflector e via dicendo.

Inutile dire che il problema si ripete sia per il TG 2 che per il TG 222 e che quindi le comunicazioni ainoi devono necessariamente essere estremamente “parsimoniose” e quindi addio a quelle belle nottate di sperimentazione tra Roma e Glasgow come nel mio caso.

Ma andiamo avanti. Secondo punto meno tecnico e più etico. La rete di ripetitori DMR-MARC, e nessuno me ne voglia è solo una considerazione personale, è una rete PRIVATA che utilizza frequenze radioamatoriali libere e destinate all’utilizzo di tutti i radioamatori. Dico privata perchè proprio nel regolamento di associazione a tale rete vi è un punto che recita:

“Il DMR-Marc si prende il diritto di sganciare dal network i ripetitori e gli utenti che non si adeguano a queste indicazioni.”

Mi chiedo: chi decide se tali indicazioni, quelle contenute nello statuto della rete, sono state rispettate ? Con quale diritto può essere BANNATO un sistema impedendo la comunicazione e quindi la LIBERTA’ di comunicare ? Ma soprattutto mi chiedo se questo sia lecito nel campo di un utilizzo di frequenze RADIOAMATORIALI dove le regole da rispettare sono quelle emesse dai vari organi competenti e non da GESTORI di reti private di trasmissione. Non ultimo, se l’eventuale GESTORE impone una regola poco consona al mondo radioamatoriale all’interno della sua rete pur utilizzando frequenze radioamatoriali destinate ad uso comune di tutti, chi può bannarlo ? Tutto ciò mi lascia pensare che questo sistema vada sempre di più verso la telefonia mobile però senza il benefit della privacy. Tante future reti con tanti futuri gestori di rete che potranno in qualche modo autonomamente decidere chi può o non può transitare sui loro sistemi. E chissà se a qualcuno non verrà l’idea di chiedere un contributo volontario. Alla faccia della democrazia e dell’ Ham Spirit…..

Ovviamente tutto ciò non succede con il D-STAR e con Echolink. Se va giù un ponte ne puoi usare un’altro, nessuno può bannarti anche perchè se lo facesse il problema sarebbe facilmente aggirabile e comunque il buon senso, l’HAM Spirit e soprattutto l’educazione DEVONO restare sempre la prima cosa durante le operazioni radio.

Ultimo mio dubbio: perchè usare un sistema chiuso dove non è possibile mettere le mani ? E la sperimentazione dove è andata a finire ? DMR-MARC, ma solo per citare una rete e non per altri motivi, impone SOLO ponti radio Motorola. Perchè ? E se domani qualcun’altro imponesse solo Hytera ? Perchè non autocostruiti con software sviluppati ad-hoc ? Perchè non possiamo mettere le mani sui software e variare le caratteristiche per esempio di gestione dei ponti indirizzando le chiamate al singolo nodo ? Lo sviluppo di questi sistemi resta purtroppo chiuso e riservato alle aziende produttrici. Si è forse chiuso il periodo in cui erano i radioamatori a proporre i sistemi alle aziende ? A testarli e migliorarli sotto tutti i punti di vista ?  E’ già terminata l’era delle schede Satoshi, dei software GNU, di Linux, dell’abbattimento dei costi per far si che ogni radioamatore possa in qualche modo sperimentare a prezzi ragionevoli e magari mettendoci del suo ?

Certo, collegare un impianto a due antenne e una rete internet permettendo che si autoconfiguri è certamente più semplice e veloce. Sempre in merito a questo quello che mi sconvolge ancora di più è la mancata possibilità di programmazione veloce dei terminali. Portatili o veicolari che essi siano devono essere programmati necessariamente via PC e con software spesso NON distribuiti. E se mi trovo in Corea senza un pc e senza software adeguato, come cambio la configurazione ai fini della sperimentazione magari per accedere a reti diverse ? A cosa serve ad un radioamatore un apparato sul quale non può agire personalmente ma soprattutto del tutto simile ad un telefono con l’aggravante che malgrado il costo più oneroso non può neanche navigare su internet ?

Insomma, queste sono le mie perplessità su un fenomeno nascente che secondo me è solo frutto di uno sconfinamento commerciale dal settore “Civile” a quello “Radioamatoriale” per accaparrarsi un fetta di utilizzatori e sperimentatori ai quali viene però data solo la possibilità di un ristretto utilizzo del sistema e delle sue caratteristiche peculiari riservate però all’utilizzatore del mercato civile.

Ovviamente, come sempre ma soprattutto come radioamatore, vale la pena provare avendone le possibilità e soprattutto tenendo presente che i ponti in Italia e in Europa sono ancora veramente pochi e basta allontanarsi un pò per rimanere tagliati fuori dalle comunicazioni di qualsiasi genere e quindi occorre portare sempre almeno due apparati con se.

Per concludere credo che sperimenterò il sistema per dovere di cronaca con un apparato personale ma con molta calma. Per ora gli unici test li ho fatti per un breve tempo e con apparati in prestito da una azienda romana che realizza impianti civili che non cito per evitare pubblicità ma che ringrazio vivamente per avermi fornito strutture sia Tetra che DMR per i miei test personali e per effettuare i confronti con le tecnologie radioamatoriali in essere.

Il risultato dei miei test ha generato i dubbi che ho esposto e le considerazioni DEL TUTTO PERSONALI che ho scritto in questo articolo. Per il momento il sistema mi sembra ottimo per una ristretta cerchia di amici che vuole tenersi in contatto in modo locale, resta sempre il fatto che le frequenze utilizzate sono quelle radioamatoriali e non frequenze assegnate per un uso privato e certamente molto poco utile per collegamenti  internazionali e intercontinentali. Una battuta di colore e che nessuno la prenda a male a me piace scherzare: gli SMS li mando con il cellulare e se proprio devo farmi bannare da una rete spero almeno che sia NSA a farlo e non un gestore di rete radioamatore :)

Ovviamente e come sempre ogni commento e critica se costruttiva è assolutamente bene accetta e spero che presto i miei dubbi siano fugati con concreti risultati tecnico pratici.

Buoni QSO a tutti e 73.

Nasce meteomonterotondo.it

VIsto l’interesse dimostrato per le pagine con i dati meteo messe on-line, ho pensato potesse essere utile creare un sito ad-hoc. Nasce quindi www.meteomonterotondo.it

Ovviamente il sistema di misurazione resta lo stesso ma le pagine web sono state ampliate e attraverso la pagina “Gauges” potete monitorare i dati con un aggiornamento di minuto in minuto. Non tutto ancora è perfetto ma nelle prossime settimane conto di terminare sia la parte web che le migliorie in materia di istallazione e sensori.

Come sempre tutti i consigli, suggerimenti e critiche costruttive sono bene accette.

73 de iw0gz

Nuovo sensore UV per stazione meteo

Da oggi è disponibile un nuovo dato giornaliero rilevato dalla stazione metereologica presso la mia stazione. Con l’installazione del sensore UVN800 della Oregon Scientific è possibile sapere in tempo reale il valore UV Index che va da 1 a 5 a seconda della radiazione solare e quindi indicando la pericolosità dell’esposizione diretta alla luce solare. Qualche informazione:

Tutte le persone sono esposte quotidianamente a una certa dose di RADIAZIONI ULTRAVIOLETTE UV, in gran parte derivanti dal Sole, ma anche da fonti artificiali in campo industriale, commerciale o nel tempo libero. Le radiazioni UV coprono quella porzione dello spettro elettromagnetico con una lunghezza d’onda compresa tra 100 e 400 nanometri (nm) e si dividono in tre categorie principali:

UVA (315-400 nm)
UVB (280-315 nm)
UVC (100-280 nm)

In generale, la capacità di penetrazione e quindi la “pericolosità” per l’uomo dei raggi UV aumenta al diminuire della lunghezza d’onda e, di conseguenza, all’aumentare della frequenza.

La maggior parte dei raggi UV che raggiungono la superficie terrestre sono UVA e, in piccola parte, UVB, mentre gli UVC sono totalmente assorbiti dall’atmosfera. Inoltre, i livelli di UV sono più alti al crescere dell’altitudine (ogni 1000 m di altezza i livelli di UV crescono del 10-12%) e dell’altezza del Sole (specialmente verso mezzogiorno nei mesi estivi) e al diminuire della latitudine e della nuvolosità.

Altri fattori ambientali che influenzano i livelli di UV sono lo strato di ozono e la capacità riflettente della superficie terrestre (per esempio, la neve riflette circa l’80% delle radiazioni UV, la sabbia asciutta della spiaggia circa il 15% e la schiuma del mare il 25%).

Qui di seguito la tabella internazionale per interpretare il valore di UV Index che trovate nelle pagine relative ai dati meteo:

scala_uv tabella_uv2

Quindi, ricordatevi la prevenzione:

  • Limitare il più possibile l’esposizione alla luce solare nelle ore più calde (10.00 – 14.00)
  • Stare all’ombra nelle ore più calde, ricordando che alberi, ombrelli e tettoie non proteggono completamente dalla luce solare
  • Indossare vestiti protettivi: un cappello a falda larga protegge adeguatamente occhi, orecchie, faccia e retro del collo; gli occhiali da sole ad alta protezione riducono enormemente i rischi per gli occhi; abiti aderenti e coprenti offrono un’ulteriore protezione dalla luce solare
  • Usare creme solari protettive (almeno +15), applicandole nuovamente ogni due ore oppure dopo aver lavorato, nuotato, fatto attività fisica all’aperto. Ricordare che le creme solari non servono per stare di più al Sole, ma per proteggersi quando l’esposizione è inevitabile
  • Evitare l’uso di lampade o lettini abbronzanti, soprattutto prima dei 18 anni.

Il sensore che ci permette di conoscere questo dato è riportato qui in fotografia.

uvn800-front_s

Il dato UV Index lo trovate nelle pagine meteo su questo sito sotto la voce NOW, TODAY, YESTERDAY e nei grafici sotto la voce TREND e anche nella versione web per IPHONE.

Buon divertimento, iw0gz.

 

ID-51E impressioni di maggio.

Dopo diversi mesi ho preso la decisione di cambiare il mio IC-E92D per sostituirlo con un nuovo ID-51E.

id51e

La prima impressione non è stata male. Piccolo e leggero. Arrivato a casa immediatamente ho acceso l’apparato e mi sono fatto un giro tra i diversi menù. Assolutamente user friendly, semplici e semplice anche la gestione dell’apparato. L’ ID-51E è chiaramente progettato per privileggiare la parte digitale e quindi il DSTAR. Sono stati semplificati i menù per la configurazione della parte digitale, si naviga tranquillamente e in modo assolutamente intuitivo tra le diverse funzioni. L’utilizzo dei ponti digitali viene decisamente semplificato attraverso la funzione FROM e TO che permette in modo veloce di decidere il ponte in ingresso e quello in uscita in caso di instradamento della chiamata. Nessun problema a tornare all’uso locale del ponte o all’impostazione CQCQCQ.

Apprezzabile la possibilità di regolare il Mic Gain e la tonalità dell’audio sia in RX che in TX. Ottima anche la funzione per la icerca dei ponti radio digitali più vicini. La geolocalizzazione è possibile inserendo le coordinate latitudine e longitudine del ponte nel campo di memoria opportunamente riservato a questa funzione. Attivando l’allarme e la funzione GPS integrata l’ID51, questo emettera un suono ogni qual volta il ponte radio sia entro il chilometraggio da noi impostato nella configurazione degli allarmi. Altra peculiarità la presenza della micro SD. Sulla scheda possiamo registrare una infinità di dati che vanno dai QSO alle coordinate GPS oltra ai file di configurazione che possiamo cambiare a nostro piacimento e in pochi secondi. Il display, per la verità un po delicato e si graffia facilmente, è piuttosto ampio e permette la visualizzazione di tutti i dati necessari anche utilizzando la radio in dualband.

La possibilità inoltre di utilizzare la SD e il software in dotazione per modificare le configurazioni della radio, oltre che per effettuare la sua clonazione, la rendono decisamente versatile ad ogni utilizzo senza la necessità di doversi dotare di cavi dati ad hoc e di software aggiuntivi. Per quanti volessero interagire direttamente con la radio non devono fare altro che procurarsi un DB9 (seriale), un minijack stereo e una metrata di cavo due poli più schermo. Realizzando il cavo per la connessione di un gps esterno così come indicato sul manuale, risparmierete 50 euro per l’acquisto del cavo originale e potrete utilizzare le funzioni di cloning direttamente tra apparato e PC sempre con lo stesso software in dotazione.

Una modifica importante, di facile realizzazione, è quella che ci permette di estendere le bande in RX e TX. Non è complessissima da affrontare ma ci vuole mano ferma e il coraggio di avventurarsi tra i componenti SMD. Un tutorial fatto molto bene per la realizzazione di questa modifica lo trovate sul sito del gruppo IR0UFL, dove il mago e amico Eugenio, al secolo iw0bec, ha descritto l’operazione corredandola di fotografie chiare ed esplicite.

Cliccate qui se volete cimentarvi in questa realizzazione.

Ancora un ringraziamento al gruppo IR0UFL va per i file .icf contenenti la lista dei ponti radio del Nord, Sud e centro Italia. Li ho scaricati e poi modificati secondo le mie esigenze e secondo quella che ritengo sia la migliore configurazione di base per questo apparato. Ho configurato la sezione GPS per inviare un pacchetto dati visibile sul sito aprs.fi attraverso il sistema D-PRS. I file da me rivisti li potete scaricare qui di seguito. Contengono oltre ai ripetitori analogici e digitali anche i canali LPD nella versione per ID51 originale. Canali PMR e alcune frequenze di ascolto areonautiche per ID51 con estensione di banda.

Per il loro utilizzo dovrete solo inserire il vostro nomitativo e il messaggio che volete compaia sul display del corrispondente in D-STAR. La configurazione dei paramentri è invece contenuta nel file Centro Italia. Caricando questo file in modo completo avrete poi la possibilità di mantenere la configurazione caricando dagli altri file le sole liste relative ai ponti radio.

ID 51 - Centro Italia

ID 51 - Nord Italia

ID 51 - Sud Italia

ID 51 - Centro Italia - mod

ID 51 - Nord Italia - mod

ID 51 - Sud Italia - mod

Una grossa nota di demerito purtroppo:

utilizzando l’apparato in tutte le sue peculiarità la batteria a stento arriva alle tre ore di operatività. Direi totalmente insufficiente viste le caratteristiche dell’ID-51. Peccato che mamma Icom, per fare cassa, non abbia incluso direttamente una batteria di maggiore capacità che ainoi va acquistata successivamente. Vi assicuro che se volete utilizzare tutte le caratteristiche anche di geolocalizzazione non potrete farne a meno altrimenti diventa un apparato da base con alimentatore al seguito. Peccato.

Cos’altro dire, queste le prime impressioni dopo qualche giorno di utilizzo.

Qualche paragone: rispetto all’ IC92D la sensibilità in generale sembra migliorata. Peccato invece per l’estensione di banda in ricezione. L’ IC92D ha on board un ricevitore a sintonia continua da qualche Mhz fino ai 900 mentre l’ ID51 in questo risulta essere estremamente più limitato e senza l’ausilio della modifica si limita ad ricevere, oltre alle bande radioamatoriali, le sole bande riservate ai segnali broadcast. Modificandolo l’estensione migliora leggermente ma nulla a che vedere con l’ IC92. Altro piccolo difetto la totale assenza della tastiera alfanumerica che certamente fa perdere all’apparato tutte quelle caratteristiche di immediatezza che sono proprie di un portatile. Certo, tutto si può fare ma sicuramente non è maneggevole inserire una frequenza “on the fly” come ancor peggio l’uso di sequenze di toni che per essere inviate devono necessariamente essere memorizzate preventivamente. Chia fa uso frequente di queste funzioni noterà quanto scomodo possa essere e quanto tempo porta via la mancanza di tastiera. La bilancia pende comunque dalla parte buona, il rapporto mancanza di tastiera e ricevitore a larga banda/benefit di un apparato addirittura aggiornabile attraverso SD nella sua firmware, è certamente positivo. Unica vera scomodità resta dunque l’utilizzo dei toni seppure pigiando due volte il PTT lo sblocco a 1750 avviene comunque. Display e ascolto decisamente migliorati, il software di serie è un costo in meno da affrontare.

Bene, se avete qualcosa da aggiungere qui c’e’ spazio per farlo.

73 de iw0gz

Meteosat on line

Da oggi è stato ripristinata la pagina dedicata alle immagini provenienti dal Meteosat.

Per ora ne vengono visualizzate quattro: Globo in False Color, Globo infrared, Europa in False Color ed Europa Infrared.

Successivamente, sempre nel ripsetto della policy emanata da Eumetsat, verranno pubblicate anche alcune immagini provenienti dai satelliti Noaa, Goes e Meteosat 7.

Attraverso queste immagini si può osservare l’altra faccia del globo e l’Australia.

Il link lo trovate sia nel Blog Roll alla voce “Dati Meteosat aggiornati ogni 3 ore” sia nei menù in basso nelle pagine riservate ai dati meteo con la dicitura “meteosat”.

Buon divertimento,

73 de iw0gz