IWØGZ

op: Sante – Locator: JN62HB – Monterotondo (Roma)

IWØGZ - op: Sante – Locator: JN62HB – Monterotondo (Roma)

HotSpot DMR

Eccomi qua. Sono passati diversi mesi dall’ultimo post ma nulla è cambiato. L’attività radioamatoriale prosegue e ovviamente, nel bene o nel male, segue inevitabilmente le mode del momento. Fortunatamente l’analogico continua a tenere botta e così dove non si arriva con il digitale, viste anche le diaspore tra i vari gruppi, si continua ad arrivare con il sacrosanto analogico che per quanto se ne voglia dire resta in ogni caso e ambito radioamatoriale il più utilizzato. Ma la moda è moda e allora per un attimo accantoniamo il saldatore e indossiamo il nuovo abito del radioamatore informatico. Dopo qualche anno di utilizzo del DMR finalmente qualcosina, ma poco, si è mosso per migliorarlo. Il network che utilizzo approva le regole del DMR-MARK e quindi a queste deve in qualche modo attenersi. Quindi sono banditi dal network tutti i sistemi che non sono DMR. Ma questo già lo sapevamo, negli anni lo hanno solo confermato. Veniamo a noi. Il mio problema più grande è la scarsità dei ponti radio e soprattutto il fatto che un ponte radio digitale non ha scala di grigi: o lo senti o non lo senti. A Monterotondo, mio QTH a meno che non si utilizzino antenne esterne si riesce solo ad agganciare un ponte DMR a Monte Gennaro ma, siccome ci troviamo in Italia, utilizza un network diverso da quello a cui io sono interessato e ovviamente i due network non comunicano tra di loro. Figurati! Quindi vuol dire che se voglio parlare con un collega a Roma il rischio è di non riuscirci se non in diretta, in DStar o in analogico. Per poter utilizzare ambedue i network ho dovuto trovare una soluzione attraverso la costruzione di un HotSpot DMR. Cosa è? Lo stesso meccanismo dell’HotSpot DStar. Un piccolo PC con una scheda RTX da pochi milliwatt che attraverso una connessione internet riesce ad inoltrare i tuoi dati nel server DMR attraverso un REFLECTOR. Quindi più semplicemente con un portatile in casa possiamo attraverso internet colloquiare sui diversi TG del nostro network preferito. Non solo, la connessione wifi permette inoltre di collegarsi anche da reti mobili attraverso il tethering con uno smartphone e quindi può essere utilizzato ovunque. Come si compone? La mia scelta è caduta sulla scheda DVMEGA, realizzata in Olanda, che permette attraverso un piccolo PC RaspBerry PI 3 di rendere il sistema indipendente sia da un punto di vista dell’alimentazione sia dal punto di vista della rete avendo già onboard sia il WIFI che BLUTOOTH. Al momento ho ricevuto il RAspBerry e sono in attesa che mi arrivi la scheda DVMEGA. Quindi non ho altro da aggiungere se non attendere l’arrivo della scheda per mettere mano alla programmazione. Nel prossimo post cercherò di raccontarvi per filo e per segno la mia esperienza nell’assemblaggio e la messa in opera dell’hotspot sperando che la soluzione ai miei inconvenienti possa essere di aiuto a altri colleghi.

Buona vita, iw0gz

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*


*