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DMR: Digital Mobile Radio. Dubbi e perplessità dopo i test…

Buon anno a tutti !

Uscito dal tunnel di impegni lavorativi e da qualche problemino di salute che da troppo tempo trascuravo, finalmente si torna ad un pò di sana attività radio. In questi mesi molte cose sono evolute e in particolare è cicciato fuori un nuovo sistema digitale il DMR. Immagino che molti sappiano di cosa stiamo parlando. Un sistema digitale che rispetta lo standard ETSI utilizzato fino a poco tempo fa per comunicazioni di tipo “Civile”. Apparati quindi ben costruiti, assolutamente resistenti, impermeabili e di indubbia qualità sia dal punto di vista meccanico che elettronico. Insomma, a vederli così si potrebbe dire che tali apparati e ponti possano in qualche modo essere la panacea di tutti i mali legati ai sistemi digitali Radioamatoriali come per esempio il D-Star o il caro vecchio Echolink. E fin qui nulla da obiettare.

Studia studia, leggi leggi, prova prova però qualche dubbio mi è venuto e onestamente almeno per me non sono dubbi da poco. Vediamo in dettaglio le mie perplessità.

A prescindere dai principi tecnici di funzionamento sui quali nulla si può dire vista la resa sia in modulazione che in consumo e stabilità, il dubbio viene proprio analizzando il sistema e paragonandolo ad uno radioamatoriale vero e non di derivazione “Civile”. Il DMR funziona con una identificazione UNIVOCA dell’utente assegnata dal gestore della rete alla quale ci si collega e con l’utilizzo di Talk Group, che chiameremo TG per l’inoltro delle diverse comunicazioni. Il sistema si avvale di due diversi Slot di trasmissione intervallati tra loro con un preciso timing. Tutto ciò sembrerebbe in qualche modo semplificare il sistema, e questo è vero, se non per l’introduzione di una rigidità propria dei sistemi civili. La rete “amatoriale” più grande esistente in questo momento è la DMR-MARC. Perchè parlo di rete ? Perchè il sistema è per così dire blindato e per poter trasmettere oltre al tuo nominativo di stazione devi avere un ID identificativo assegnato diciamo dal “signor MARC” che può decidere autonomamente se autorizzarti o no all’accesso. Tale identificativo ti permetterà di trasmettere e ricevere attraverso ponti collegati a tale rete così gestiti:

Talk Group 1 destinato alle chiamate su tutti i ripetitori del mondo

Talk Group 2 destinato alle chiamate europee

Talk Group 222 destinato alle chiamate italiane

Talk Group 9 invece per le chiamate locali nel caso dei ripetitori della zona di Roma.

Il primo punto che non mi convince è il seguente. Se io decido di effettuare una chiamata in Australia, ammesso che vi sia un ponte DMR, perchè devo NECESSARIAMENTE mandare in trasmissione centinaia di ponti dislocati in tutto il mondo ? E soprattutto, se devo comunicare con un collega australiano, perchè devo intasare la rete mondiale senza poter essere libero di comunicare per tutto il tempo che voglio e soprattutto quale interesse ha un’americano ad ascoltare la mia conversazione con un collega australiano ? Inoltre in quel periodo di conversazione NESSUN altro al mondo potrà utilizzare il sistema per comunicazioni internazionali con altri corrispondenti diversi nel mondo senza occupare anche i nostri ponti. Domanda: dove è l’utilità ma soprattutto la logica di questa configurazione ? Non parliamo poi dei consumi inutili. Se faccio una chiamata in Australia mando in trasmissione centinaia e forse in futuro migliaia di ponti generando consumi totalmente inutili in tutto il mondo. Poca cosa direte voi, ma che utilità ha? I sistemi amatoriali e non “civili” attualmente in uso permettono sicuramente un utilizzo più consono dei sistemi e una razionalizzazione dei consumi e delle comunicazioni assolutamente non indifferente e logica. L’uso di Echolink, sistema di vecchia data ma per niente superato, permette di scegliere il ponte o hotspot su cui parlare e di mandare in trasmissione il SINGOLO sistema lasciando liberi tutti gli altri per conversazioni incrociate nei diversi punti del mondo. La stessa cosa avviene con il D-STAR che attraverso i gateway permette connessioni punto punto piuttosto che connessioni a largo spettro attraverso i vari reflector e via dicendo.

Inutile dire che il problema si ripete sia per il TG 2 che per il TG 222 e che quindi le comunicazioni ainoi devono necessariamente essere estremamente “parsimoniose” e quindi addio a quelle belle nottate di sperimentazione tra Roma e Glasgow come nel mio caso.

Ma andiamo avanti. Secondo punto meno tecnico e più etico. La rete di ripetitori DMR-MARC, e nessuno me ne voglia è solo una considerazione personale, è una rete PRIVATA che utilizza frequenze radioamatoriali libere e destinate all’utilizzo di tutti i radioamatori. Dico privata perchè proprio nel regolamento di associazione a tale rete vi è un punto che recita:

“Il DMR-Marc si prende il diritto di sganciare dal network i ripetitori e gli utenti che non si adeguano a queste indicazioni.”

Mi chiedo: chi decide se tali indicazioni, quelle contenute nello statuto della rete, sono state rispettate ? Con quale diritto può essere BANNATO un sistema impedendo la comunicazione e quindi la LIBERTA’ di comunicare ? Ma soprattutto mi chiedo se questo sia lecito nel campo di un utilizzo di frequenze RADIOAMATORIALI dove le regole da rispettare sono quelle emesse dai vari organi competenti e non da GESTORI di reti private di trasmissione. Non ultimo, se l’eventuale GESTORE impone una regola poco consona al mondo radioamatoriale all’interno della sua rete pur utilizzando frequenze radioamatoriali destinate ad uso comune di tutti, chi può bannarlo ? Tutto ciò mi lascia pensare che questo sistema vada sempre di più verso la telefonia mobile però senza il benefit della privacy. Tante future reti con tanti futuri gestori di rete che potranno in qualche modo autonomamente decidere chi può o non può transitare sui loro sistemi. E chissà se a qualcuno non verrà l’idea di chiedere un contributo volontario. Alla faccia della democrazia e dell’ Ham Spirit…..

Ovviamente tutto ciò non succede con il D-STAR e con Echolink. Se va giù un ponte ne puoi usare un’altro, nessuno può bannarti anche perchè se lo facesse il problema sarebbe facilmente aggirabile e comunque il buon senso, l’HAM Spirit e soprattutto l’educazione DEVONO restare sempre la prima cosa durante le operazioni radio.

Ultimo mio dubbio: perchè usare un sistema chiuso dove non è possibile mettere le mani ? E la sperimentazione dove è andata a finire ? DMR-MARC, ma solo per citare una rete e non per altri motivi, impone SOLO ponti radio Motorola. Perchè ? E se domani qualcun’altro imponesse solo Hytera ? Perchè non autocostruiti con software sviluppati ad-hoc ? Perchè non possiamo mettere le mani sui software e variare le caratteristiche per esempio di gestione dei ponti indirizzando le chiamate al singolo nodo ? Lo sviluppo di questi sistemi resta purtroppo chiuso e riservato alle aziende produttrici. Si è forse chiuso il periodo in cui erano i radioamatori a proporre i sistemi alle aziende ? A testarli e migliorarli sotto tutti i punti di vista ?  E’ già terminata l’era delle schede Satoshi, dei software GNU, di Linux, dell’abbattimento dei costi per far si che ogni radioamatore possa in qualche modo sperimentare a prezzi ragionevoli e magari mettendoci del suo ?

Certo, collegare un impianto a due antenne e una rete internet permettendo che si autoconfiguri è certamente più semplice e veloce. Sempre in merito a questo quello che mi sconvolge ancora di più è la mancata possibilità di programmazione veloce dei terminali. Portatili o veicolari che essi siano devono essere programmati necessariamente via PC e con software spesso NON distribuiti. E se mi trovo in Corea senza un pc e senza software adeguato, come cambio la configurazione ai fini della sperimentazione magari per accedere a reti diverse ? A cosa serve ad un radioamatore un apparato sul quale non può agire personalmente ma soprattutto del tutto simile ad un telefono con l’aggravante che malgrado il costo più oneroso non può neanche navigare su internet ?

Insomma, queste sono le mie perplessità su un fenomeno nascente che secondo me è solo frutto di uno sconfinamento commerciale dal settore “Civile” a quello “Radioamatoriale” per accaparrarsi un fetta di utilizzatori e sperimentatori ai quali viene però data solo la possibilità di un ristretto utilizzo del sistema e delle sue caratteristiche peculiari riservate però all’utilizzatore del mercato civile.

Ovviamente, come sempre ma soprattutto come radioamatore, vale la pena provare avendone le possibilità e soprattutto tenendo presente che i ponti in Italia e in Europa sono ancora veramente pochi e basta allontanarsi un pò per rimanere tagliati fuori dalle comunicazioni di qualsiasi genere e quindi occorre portare sempre almeno due apparati con se.

Per concludere credo che sperimenterò il sistema per dovere di cronaca con un apparato personale ma con molta calma. Per ora gli unici test li ho fatti per un breve tempo e con apparati in prestito da una azienda romana che realizza impianti civili che non cito per evitare pubblicità ma che ringrazio vivamente per avermi fornito strutture sia Tetra che DMR per i miei test personali e per effettuare i confronti con le tecnologie radioamatoriali in essere.

Il risultato dei miei test ha generato i dubbi che ho esposto e le considerazioni DEL TUTTO PERSONALI che ho scritto in questo articolo. Per il momento il sistema mi sembra ottimo per una ristretta cerchia di amici che vuole tenersi in contatto in modo locale, resta sempre il fatto che le frequenze utilizzate sono quelle radioamatoriali e non frequenze assegnate per un uso privato e certamente molto poco utile per collegamenti  internazionali e intercontinentali. Una battuta di colore e che nessuno la prenda a male a me piace scherzare: gli SMS li mando con il cellulare e se proprio devo farmi bannare da una rete spero almeno che sia NSA a farlo e non un gestore di rete radioamatore :)

Ovviamente e come sempre ogni commento e critica se costruttiva è assolutamente bene accetta e spero che presto i miei dubbi siano fugati con concreti risultati tecnico pratici.

Buoni QSO a tutti e 73.

  • Silvio says:

    Perfettamente daccordo caro Sante.cONDIVIDO L’articolo su facebook;
    73 de IK1BQD Silvio

    21 settembre 2016 at 12:27

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