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Baofeng UV-R5: perchè no ?

A volte con un pò di superficialità si tende a mettere da parte l’idea di acquistare un portatile non di marca nota solo perchè ci si affida alle esperienze altrui che a volte non sono propriamente positive. Ero alla ricerca di un portatile da battaglia che non costasse molto e che potessi portare con me in occasioni particolari senza dover spendere quindi cifre importanti. Gira che ti rigira e parla che ti riparla sento in giro esperienze poco positive con degli RTX definiti “cinesini” per la loro provenienza. Prendo qualche informazione e ovviamente faccio una bella Googolata per avere qualche informazione in più. Passa qualche mese e mi trovo alla fiera di Pescara dove invogliato dal basso prezzo, 50 euro, decido di acquistare un RTX Baofeng UV-5R. Arrivato a casa faccio un esame dell’apparato rendendomi conto che si, qualche cosina è certamente stata fatta a risparmio ma che tutto sommato l’oggettino può certamente essere usato al meglio. La prima cosa che salta all’occhio è la qualità delle plastiche che certamente non regge il confronto con i modelli delle più blasonate marche. Accendo l’apparatino e faccio i miei primi test rilevando una modulazione un pò bassina e priva di toni alti per quanto riguarda la trasmissione mentre una buona sensibilità in ricezione se paragonato all’IC92D che utilizzo generalmente. Forse l’unico difetto è una poca soppressione dei disturbi e quindi una facile intermodulazione in situazioni critiche. Tutto sommato lo trovo soddisfacente considerato che è un dual-band e permette anche il dual watch. Il software non è proprio dei più completi ma annovera tutte le funzioni fondamentali per utilizzare l’apparecchio e programmarlo per l’uso dei ponti e per il simplex. Inutile dire la presenza dei toni che permettono l’accesso ai sistemi automatici ormai quasi tutti provvisti di tono in ingresso. La programmazione delle memorie in manuale non è propriamente intuitiva ma armati di cavetto e software GRATUITO è possibile effettuare sia la configurazione dell’apparato, sia la programmazione delle memorie in modo semplice e veloce. L’apparato permette anche l’etichettatura alfanumerica delle memorie che possono essere visualizzate sul display in modalità frequenza, etichetta o canale. Potenza in uscita da me misurata 4,5 watt la più alta e 1,1 watt la più bassa. La potenza può essere settata indipendentemente per ogni memoria. Tastiera maneggevole e le funzioni essenziali si trovano tutte a portata di mano. Il menù è facilmente accessibile e comprensibile quindi nessun problema ad effettuare variazioni veloci dei paramentri essenziali. Qualche difettuccio dovuto al software c’è. Tutte le variazioni di stato come VFO/MEM, regolazione del volume e applicazione dei dati in meria avvengono contemporaneamente su tutti e dui i VFO e quindi per esempio se si utilizza il VFO non sarà comunque possibile scorrere le memorie e viceversa. Non contempla la funzione trasponder. Visti i 50 euro di spesa non posso comunque lamentarmi. La durata della batteria dipende dall’utilizzo, nel mio caso dura circa un paio di giorni utilizzando sempre i 4 watt e disattivando il risparmio energetico in ricezione. Il peso è ridicolo, non vi accorgete quasi di averlo in tasca. Nella scatola si trova il cordino di ancoraggio, la clip a molla da montare sul retro, la batteria, il caricabatterie da tavolo e l’auricolare.

Unico vero e proprio problema la modulazione. Navigando su internet ho trovato un link interessante che propone una semplice modifica per ovviare a questo problema. Decido di operare immediatamente e armato di cacciaviti e saldatore mi metto all’opera. L’operazione consiste nel bypassare un filtro sulla linea audio del portatile eliminando dei componenti dal circuito stampato e sotituendoli con dei ponticelli. La cosa non mi piace molto ma scorrendo l’articolo scopro che posso effettuare una modifica che comunque risolve il problema aggiungendo un condenzatore che permette di scavalcare il filtro.

Cliccare qui per accedere al sito di K5GWH dove troverete tutte le informazioni relative.

Mi metto all’opera seguendo le istruzioni per lo smontaggio dettagliatissime e utilissime. Unica variazione sul tema il valore del condensatore da inserire. A conti fatti ho preferito utilizzare un condensatore al tantalio da 22 uF invece dei 10 uF consigliati dall’autore. Questo mi ha permesso di recuperare sul livello audio e di tirare fuori una modulazione decisamente più chiara e comprensibile recuperando sia i toni alti che medi. Inserire il condensatore vi permette di rendere reversibile la vostra modifica ma anche di non agire direttamente sugli SMD e di non dover smontare il display. il condensatore viene infatti inserito su due piazzole facilmente individuabili sul rovescio del circuito stampato. Visto l’esiguo spazio non potete collegare il condensatore nella posizione esatta e direttamente alle piazzole. Questo comporterebbe un aumento dello spessore dovuto al componente e quindi non riuscireste a richiudere la scatola. Ho deciso quindi di utilizzare due fili sottilissimi (rosso per il positivo enero per il negativo del condensatore) e spostare il condensatore, adeguatamente isolato con un pezzettino di guaina termorestringente, in una posizione più consona facendo attenzione a non far passare i fili di collegamento in zone con alta presenza di RF.

Vi raccomando di usare un saldatore termostatato con punta se possibile inferiore al millimetro. Siamo nel mondo degli SMD e ci vuole molto poco a combinare dei guai. Pubblico qui alcune fotografie che illustrano la modifica da me effettuata.

Fate attenzione nel rimontare la scatola. Quando inserite il circuite fate molta attenzione alle parti in gomma del PTT e dei tasti MON e CALL. Tendono a piegarsi e non esercitare più la loro funzione. Per evitare questo allargate di qualche millimetro con un cacciavitino la parete in plastica della scatola mentre reinserite il circuito stampato. Ancora un’accortezza, quando sfilate il circuito dalla scatola fatelo con delicatezza i fili che collegano l’altoparlante sono veramente corti e si rischia di strapparli.

Alla fine della mia modifica ho fatto dei test con diversi colleghi sia in diretta che via ponte. Fin quando non ho dichiarato la marca dell’apparato questa è risultata “nella norma”, comprensibile con un pò troppi toni medi ma nel complesso radio cinque. Qualche problemino è venuto fuori quando ho premesso che avrei usato un “cinesino”. La cosa fa sorridere ma vi assicuro che è andata proprio così.

Bene, che dire provare per credere e per 50 euro posso dire di essere più che soddisfatto. Ovviamente resta un complemento, un apparato portatile completo è certamente una cosa diversa ma non costa 50 euro nuovo.

Per concludere inserisco qui in download il file con i ponti Ue V del Lazio realizzato con il software di programmazione Chirp e relativo software scaricabile anche dal sito ufficiale www.UV-R5.com

Sperando di aver fatto cosa utile alla comunità vi auguro buon divertimento e a presto ONAIR.

73 de iw0gz

  • Ciao says:

    Ciao sono delle tue parti e da un po’ mi sto avvicinando al mondo della radio. Sono partito dall’ascolto sulle onde corte, ho fatto qualche esperimento con decodifica di segnali digitali, e ora ho iniziato a scandagliare le VHF e UHF con un piccolo ricevitore. Avrei delle domande specifiche da farti, puoi rispondermi in privato per email per favore? Grazie

    16 marzo 2016 at 07:19

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